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La trappola delle pretese. Quando chiedere troppo agli altri è un problema.

Siamo abituati a considerare il chiedere poco agli altri, il mettere i propri bisogni in secondo piano per soddisfare quelli degli altri un problema. Ma c’è anche il caso opposto.

Ci sono persone che mettono costantemente la soddisfazione dei propri bisogni avanti a tutto. Che non accettano limiti. Che non vogliono sentirsi dire dei “no”. Che pensano di essere al di sopra di ogni regola e che ciò che vale per gli altri non valga per loro.

Se ti riconosci in queste caratteristiche, o se le persone a te vicine ti fanno costantemente notare che le possiedi, potresti essere vittima della Trappola delle Pretese. Vediamo in cosa consiste:

essa riguarda la incapacità di accettare limiti realistici nella vita. Le persone con questa trappola si sentono speciali. Sentono di poter dire o fare tutto quello che desiderano. Non si curano delle conseguenze sugli altri dei propri comportamenti, né di quanta pazienza gli altri mettano in campo per tollerarli. Si tratta di persone con problemi di autodisciplina, che spesso faticano a portare a termine compiti noiosi o troppo impegnativi, che si arrabbiano se gli altri chiedono di fare cose che a loro non piacciono.

Vediamo quindi una serie di comportamenti tipici delle persone con la trappola delle pretese, che potrebbero aiutarti a comprendere se la cosa ti riguarda ed eventualmente in che misura stai vivendo questa condizione:

fatica ad accettare i “no”

arrabbiarsi molto quando non si riesce ad ottenere ciò che si vuole

sentirsi una persona speciale che non dovrebbe accettare costrizioni

mettere i propri bisogni al primo posto

fare molta fatica a porsi dei limiti rispetto ad alcuni comportamenti nocivi (es. bere/mangiare/fumare in eccesso)

non riuscire a portare a termine compiti noiosi o ripetitivi

agire d’impulso e sull’onda delle emozioni

non riuscire a tollerare la frustrazione se non si riesce ad ottenere subito ciò che si vuole

esigere che gli altri si pieghino alla propria volontà

non riuscire a rinunciare ad una gratificazione immediata a favore del raggiungimento di un obiettivo a medio/lungo termine

Esistono tre sottotipi di Trappola delle Pretese:

il primo sottotipo riguarda le pretese della persona viziata. Se hai questo tipo di trappola ti consideri una persona speciale, sei esigente e vuoi dominare sugli altri. Se non riesci ad ottenere dagli altri quello che vuoi reagisci con rabbia. Provi scarsa empatia e poco interesse verso i sentimenti degli altri, sei indifferente alle alle convenzioni sociali, credi che le conseguenze che valgono per la maggior parte delle persone, per te non valgano.

il secondo sottotipo riguarda le pretese della persona dipendente. Se hai questo tipo di trappola assumi il ruolo della persona dipendente e ti aspetti che gli altri si prendano cura totalmente di te. Non solo lo desideri, ma appunto, lo pretendi, lo consideri un diritto. Forse cerchi di fare di tutto per compiacere gli altri ma le tue pretese hanno origine dal fatto che ti senti debole e vulnerabile. Tu hai bisogno di aiuto e gli altri devono dartelo.

il terzo sottotipo di trappola riguarda l’impulsività. Se rientri in questo sottogruppo agisci senza pensarci sulla base dei tuoi desideri e delle tue emozioni. Manchi di autodisciplina e di organizzazione. Hai problemi a rinunciare a delle gratificazioni immediate in nome di vantaggi a medio e lungo termine. Potresti avere dei problemi nel controllo della rabbia ed essere autoindulgente riguardo ai danni che potresti creare con i tuoi comportamenti. Potresti avere problemi di dipendenza da alcool o sostanze o da qualche tipo di comportamento.

Quali possono essere le origini di questa trappola?

Una prima ipotesi sull’origine di questa trappola è la possibilità di avere avuto dei genitori che non hanno messo limiti sufficienti. Forse, quindi, la tua famiglia ti ha coccolato e viziato, non dandoti regole, o dandone troppo poche, oppure non mettendoti di fronte alle conseguenze dei tuoi comportamenti. Non ti è stata insegnata la tolleranza alla frustrazione, ponendoti nella condizione di ottenere tutto ciò che desideravi senza offrire nulla in cambio. Forse non erano i tuoi genitori che controllavano te, ma, al contrario, eri tu che controllavi loro.

Oppure, una seconda ipotesi potrebbe essere che i tuoi genitori si occupavano di tutto. Risolvevano ogni cosa per te e ti toglievano ogni tipo di preoccupazione. Questo ha determinato in te la pretesa che tutto ciò ti spetti di diritto anche ora, da adulto.

Esistono anche altre possibilità sull’origine della trappola, ad esempio che tu sia cresciuto in una famiglia in cui non ti è stato dato sufficientemente amore e cura e, per compensazione, ora lo pretendi da chi vi circonda.

Se ti riconosci in quanto scritto finora, devi sapere che, per cambiare devi veramente volerlo e essere pronto ad un lungo percorso, che potrebbe richiedere anche l’aiuto di un esperto.

Queste sono le prime cose che, invece, puoi fare da solo:

Fai un elenco di vantaggi e svantaggi legati alla non accettazione di limiti. Questo ti aiuterà a renderti conto della situazione in cui ti trovi e può aiutarti a trovare la motivazione necessaria per cambiare.

Metti in discussione le giustificazioni a cui ricorri per non accettare dei limiti.

Fai un elenco delle conseguenze dei tuoi comportamenti nella quotidianità.

Chiedi un feedback a chi ti sta vicino.

Cerca di capire quali sono le tue origini specifiche per la trappola.

Se hai problemi di autodisciplina fai un elenco dei compiti che non riesci a portare a termine a causa di questo problema, ordinali secondo una scala di difficoltà e inizia ad affrontarli partendo dai più semplici e procedendo verso i più difficili.

Se hai problemi nel controllo della rabbia cerca di allontanarti dalle situazioni prima che la tua rabbia diventi esplosiva.

Se ti sembra di avere una forma di dipendenza dagli altri per cui senti che non puoi farcela da solo e pretendi l’aiuto degli altri, prepara un elenco di compiti che ti creano difficoltà e ordinali anche in questo caso secondo una scala di difficoltà. Procedi a fare da solo gradualmente, affrontando le cose che di solito fanno gli altri per voi.

Se ti sembra di non riuscire da solo, come detto sopra, contatta uno psicologo esperto nel trattamento di questo tipo di problematiche.

Dott.sa Sandra Magnolini Psicologa e Psicoterapeuta a Provaglio d’Iseo e Piancogno (BS)

Tel 348 1489841

e mail: sandramagnolini@gmail.com

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