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Ansia: se la conosci…

Spesso nel mio lavoro mi trovo a che fare con persone che soffono di ansia eccessiva. Ma cos’è l’ansia? E quando si può definire “esagerata”?
L’ansia è un’emozione legata alla sensazione che qualcosa di brutto sta per accadere o accadrà nel breve periodo. Come tutte le emozioni, essa serve a qualcosa, altrimenti non esisterebbe.
A cosa serve quindi l’ansia? Per rispondere a questa domanda bisogna ricordare che essa è simile alla paura. Ansia e paura sono “sorelle” e servono per avvisarci che c’è un pericolo e che bisogna fare qualcosa per affrontarlo. Provate a pensare che state attraversando una strada trafficata. Improvvisamente verso di voi sopraggiunge un camion a forte velocità, che non accenna a rallentare. Se in quell’occasione non provassimo paura non avremmo la prontezza di correre il più velocemene possibile sull’altro lato della strada per metterci in salvo. Quindi l’ansia e la paura ci servono per difenderci dai pericoli.
Anzi, in alcune circostanze un certo livello di ansia ci permette di rendere al meglio. Proviamo a pensare se dovessimo sostenere un colloquio di lavoro e non provassimo per niente ansia. Non ci importerebbe molto del colloquio, non presteremmo attenzione all’interlocutore nè a ciò di cui stiamo parlando e probabilmente non riusciremmo a superare positivamente la situazione.
Ma cosa accade quando ansia e paura si presentano in situazioni in cui ci rendiamo conto oggettivamente che grossi pericoli non ce ne sono? Oppure quando occorrono troppo frequentemente in modo da condizionarci la vita e impedirci di fare delle esperienze che riteniamo “normali”, importanti per noi o che comunque vorremmo fare?
Se siamo in una di queste situazioni (cioè di ansia sperimentata troppo frequentemente o in casi in cui riconosciamo che effettivamente il pericolo non c’è o non è tale da giustificare una reazione ansiosa esagerata oppure se ci rendiamo conto che stiamo evitando molte situazioni per paura che qualcosa di grave possa accadere) ci troviamo nel campo dell’ansia esagerata o “patologica”.
Nel prossimo post vedremo meglio quali sono le conseguenze dell’ansia patologica.

immagine da insiemedap.it

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