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Ansia e sintomi fisici: la storia di Anna.

Anna (ogni elemento che possa rendere riconoscibile la persona è stato modificato) è una donna di 30 anni, single, che lavora come assistente alla poltrona presso un dentista. Vive con i genitori anziani ma ancora in salute nel proprio paese di origine, ha molte amicizie, le piace camminare all’aria aperta e fare sport, in particolare il nuoto.

Da qualche mese però ha diverse preoccupazioni che riguardano alcuni sintomi fisici, che, quando si presentano, lei associa ad un imminente infarto. In particolare sente un fastidio al petto che non è sempre presente, ma solo in alcuni momenti della giornata, non tutti i giorni, ma con una frequenza variabile tra i due e i tre giorni a settimana. Alcune settimane sono libere da questo fastidio. Ha già fatto delle visite mediche che hanno escluso qualsiasi patologia di tipo significativo.

Però non si rassicura e pensa: “Se ci fosse qualcosa che non è stato visto? Se sta nascendo o peggiorando proprio ora, in questo momento, qualcosa che prima non avevo?”. In quei momenti Anna si mette ad ascoltare moltissimo il suo corpo, e in particolare il sintomo. Lo analizza, nota se il fastidio si propaga in altre parti del corpo, cerca in internet moltissime informazioni che riguardano quel particolare sintomo e dalla ricerca emergono ipotesi anche molto gravi. Soprattutto Anna ritiene che il fastidio al petto sia il segnale di un infarto imminente. Su internet trova, immancabilmente, conferma, tra le varie ipotesi, anche a quella, gravissima, che lei ha proprio in mente.

Quando arriva in terapia ha anche, da alcune settimane, problemi di insonnia, perché i pensieri e le preoccupazioni non la abbandonano nemmeno di notte.

Vediamo quindi gli errori (ovviamente messi in atto in modo del tutto inconsapevole) di Anna:

un primo errore è quello di attribuire il fastidio solo ed esclusivamente all’ipotesi peggiore. Paradossalmente, la ricerca in internet, che pure non esclude ipotesi meno gravi, per lei non ha alcun beneficio, perché l’idea di malattia grave che lei ha già nella mente trova conferma nell’elenco delle alternative a disposizione.

Un secondo errore discende direttamente da ciò che ho appena scritto. La ricerca in internet, fatta alla scopo di autorassicurarsi, non ha alcun effetto positivo, anzi, ha come conseguenza un aumento dell’ansia perché Anna pensa “se io ritengo che il mio fastidio possa essere dovuto ad un infarto e su internet lo ritrovo come possibilità, allora è proprio vero che può essere questo”. Dimenticando tutte le rassicurazioni mediche avute di persona durante le numerose visite effettuate.

Un terzo errore è l’ascoltare il sintomo per molto tempo. E’ molto probabile, portando l’attenzione su una parte qualsiasi del corpo, anche non dolente, notare sensazioni, anche fastidiose, di cui fino a pochi secondi prima si ignorava l’esistenza.

Un ultimo errore è quello di escludere l’ansia o lo stress dalla rosa delle ipotesi relative a questo fastidio.

Infatti sappiamo che uno dei sintomi dell’ansia è proprio il dolore o fastidio al petto. Anna stessa ha ammesso di stare vivendo un periodo di forte stress al lavoro, quindi una possibilità era che quel fastidio potesse essere determinato da questo tipo di vissuto.

Il lavoro terapeutico ha smontato alcune convinzioni di Anna del tipo “se penso a una malattia e poi la ritrovo scritta come una spiegazione possibile di un sintomo, allora quell’ipotesi diventa probabile”, ha riportato più alla luce un pensiero razionale (“se più medici hanno escluso malattie gravi, evidentemente ci sarà un motivo”, “se ogni volta che ho avvertito il sintomo questo fosse stata la spia di una malattia grave, ora dovrei essere quanto meno ricoverata in ospedale”), ha interrotto le ricerche infruttuose in internet.

Ora Anna sta meglio, ed è consapevole dei circoli viziosi in cui era incappata.

Se pensi che questo articolo possa aiutare qualcuno che conosci e che sta vivendo questa situazione, condividilo con lui.

Dott.sa Sandra Magnolini, Psicologa e Psicoterapeuta a Provaglio d’Iseo (BS) e a Piancogno (BS).

Cell 348 1489841

E mail: sandramagnolini@gmail.com

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