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Come migliorare la capacità di prendere decisioni

 












Matteo è un ragazzo di venticinque anni (ogni riferimento che può rendere la persona riconoscibile è stato eliminato), che vive con i genitori ed è in procinto di laurearsi.

Da un pò di tempo fatica a prendere decisioni. Ogni cosa è diventata per lui un dilemma: andare ad una festa o al cinema? Scegliere questo o quel vestito? Scegliere un master di specializzazione dopo la laurea o tentare di entrare subito nel mondo del lavoro? Restare a vivere nel suo paese o trasferirsi in città, dove avrebbe maggiori opportunità di lavoro?

Ogni volta che deve prendere una decisione ci pensa giorni e giorni, sentendo crescere dentro di sè l’ansia.

Egli infatti pensa: “E se la decisione che prenderò sarà quella sbagliata?” “E se andrò incontro ad un fallimento a causa di una mia valutazione errata?”

Per cercare di evitare di sbagliare spesso chiede consigli e rassicurazioni a chiunque, dall’amico fidato, al vicino di casa, dalla commessa del negozio di alimentari ai compagni di studi.

Ovviamente, ciascuna di queste persone, in merito alle questioni poste da Matteo, ha la propria opinione. Tutte queste differenti opinioni portano Matteo a sentirsi sempre più confuso ed indeciso.

Quando può evita di decidere. Cerca di rimandare la presa di decisione fino all’ultimo momento, quando, magari, messo alle strette dagli amici o dalle scadenze, sceglie velocemente e all’ultimo momento.

E, immancabilmente, si pente di quanto fatto. Allora viene preso da una forte rabbia verso se stesso e pensa: “sono l’unico cretino che si tortura con questi dubbi su ogni cosa!” “Basta, non ce la faccio più!”. Anche i genitori sono preoccupati per lui perchè lo vedono sofferente e temono che se non riuscirà ad essere più sicuro nelle scelte possa diventare una persona sempre più infelice.

Cosa rende insicuro Matteo?

Come fare per aiutarlo ad essere più sicuro nelle scelte?

Talvolta, dietro a situazioni di indecisione come quella di Matteo c’è l’ansia, che si accompagna alla preoccupazione di poter prendere la decisione sbagliata e al desiderio di compiere una scelta perfetta.

Questo atteggiamento si chiama perfezionismo e porta, come nel caso di Matteo, ad essere completamente bloccati nelle scelte e ad avere la mente pervasa da pensieri del tipo: “E se faccio la scelta sbagliata?” “E se quel lavoro si rivelerà una delusione?” “E se il trasferimento sarà troppo difficile da affrontare?”. E così via.


In questi casi spesso si è portati a rimanere al palo fino a quando non si hanno tutte le informazioni necessarie per decidere. Il problema è che, in alcuni casi, non si possono avere tutte le informazioni di cui ci sarebbe bisogno. Come si fa a sapere in prima battuta se una persona sarà quella giusta per noi? Come si fa a sapere con certezza dall’inizio se un contratto a tempo determinato verrà rinnovato?


In alcuni casi avere tutte le informazioni non è quindi possibile, ed un margine di incertezza va tollerato.


Chi, come Matteo, è un “eterno indeciso” tende a pensare a tutte le conseguenze possibili derivanti da una certa decisione, includendo anche quelle catastrofiche, dimenticando che, se è pur vero che tutto è possibile, solo poche cose sono quelle davvero probabili.

Inoltre è portato a ritenere che esistano davvero scelte perfette, che non hanno elementi sfavorevoli, e che mettano al riparo da ogni possibile rischio.


Cosa potrebbe aiutare davvero Matteo in questa situazione?


innanzitutto non servono i pareri dati da chiunque poichè generano soltanto confusione ed ulteriore ansia ed indecisione
.

In secondo luogo Matteo dovrebbe imparare un buon metodo di problem solving. Esso prevede in un primo momento di focalizzarsi sui problemi che si vogliono risolvere.


Poi, in un secondo momento si passa dai problemi all’identificazione degli obiettivi.


Il terzo passo prevede la generazione di idee per raggiungere l’obiettivo desiderato.


Successivamente si analizza ogni alternativa in termini di vantaggi e svantaggi.


Infine si segue l’opzione più vantaggiosa. (Questo processo, almeno nelle fasi iniziali, andrebbe eseguito sotto la guida di un esperto perchè una persona eccessivamente scrupolosa e indecisa potrebbe faticare a valutare i vantaggi e gli svantaggi, a dare un peso a ciascuno di loro e a fare quindi una vautazione in termini complessivi).

Una volta deciso per un’opzione è necessario metterla in atto, senza far passare troppo tempo, sforzandosi di non ritornare sui propri passi.
Se Matteo si comporterà in questo modo probabilmente riuscirà a migliorare rispetto al problema dell’indecisione.

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