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Il lutto: comprenderlo, viverlo e tornare a vivere

Quando perdi qualcuno e magari questo capita in maniera del tutto inaspettata come in questo periodo il lutto è ancora più forte. Quante persone sono state colpite dalla malattia e avrebbero potuto vivere ancora, magari tanti anni? Probabilmente molti. Le reazioni al lutto sono universali ma vorrei dare un aiuto a chi è stato colto da questa situazione in maniera del tutto imprevista e drammatica.

Cosa succede dentro quando si perde una persona cara?

A volte la prima reazione è di incredulità. Si tende a non credere a ciò che è appena stato comunicato. Magari la persona cara stava meglio e poi le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate. Magari lo si è visto stare bene fino a qualche settimana fa e poi improvvisamente il declino. Quindi non si crede alla realtà. Si spera immediatamente in un errore. Non si percepisce la notizia come reale e sembra di vivere in un brutto sogno.

Poi si può passare a sperimentare emozioni come rabbia verso la situazione, verso i medici che non hanno saputo guarire il malato, o addirittura verso la persona stessa (se solo non fosse uscito, se solo fosse stato più attento). Potrebbe anche apparire il senso di colpa: forse non l’ho protetto abbastanza. Oppure l’invidia verso coloro ai quali non è toccata la stessa sorte. In questi momenti la mancanza della persona che non c’è più è fortissima come è forte il desiderio che la persona possa ritornare in vita.

Ad un certo punto si realizza pienamente che la persona non c’è più. Qui possono esserci disperazione, senso di profonda solitudine, chiusura in se stessi, poca voglia di fare le cose. Può esserci la sensazione di non concludere nulla durante le proprie giornate, di non riuscire a portare a termine le solite attività quotidiane e che nulla abbia senso. Ci può essere anche una grande ansia perchè magari la persona che è mancata si occupava di una serie di questioni che adesso sono in capo a chi è rimasto.

Poi, con il passare dei mesi pian piano la situazione “migliora”. Lo metto fra virgolette perchè quanto più la persona è stata importante per noi tanto più la sua mancanza si avvertirà sempre nel corso della vita. Quello che cambierà sarà l’intensità delle emozioni che pian piano (ma non gradualmente: potrebbero presentarsi momenti di “calma” alternati a momenti più intensi e difficili) diminuirà. Pian piano compariranno momenti di maggior benessere. Anche i ricordi positivi associati alla persona che è mancata aumenteranno e prenderanno il posto della cieca angoscia della mancanza.

Ora invece mi rivolgo direttamente a te, che hai subito un lutto:

Prima di tutto ti dico di provare ad accettare tutte le tue emozioni. Potresti provare rabbia, senso di colpa, vergogna, apatia, depressione. Tutto questo ci sta. Pensa che alcune persone sono sollevate quando una persona cara viene a mancare perchè magari era “mangiata” da tanto tempo da una lunga malattia e la morte è venuta a dare sollievo a tante sofferenze, sia del malato che dei familiari. Ecco, anche questo ci sta, e, anche se può sembrare strano, è un sentimento che talvolta si accompagna al termine della vita di una persona cara.

Non è opportuno quindi aspettarsi da se stessi di essere forti o “perfetti”. Puoi ovviamente lasciarti andare al pianto, alla rabbia, alla tristezza assoluta. Cerca però di mantenere se possibile un minimo di organizzazione della attività “di base”: mangiare (anche se non avrai fame), dormire (anche se non ci riuscirai e nei primi tempi lo farai poco e male), lavarti e vestirti. Non sovraccaricarti di impegni per non pensare, tanto ci penserai lo stesso e non prendere decisioni importanti fino a che non ti sentirai meglio.

Se te la senti puoi condividere il tuo dolore con qualche amico che pensi possa capire la tua situazione ed esserti di supporto. O ancora puoi cercare conforto nella preghiera, se sei credente. Puoi contattare il tuo parroco, o chi ti ha seguito in un cammino spirituale, per cercare consolazione nelle sue parole.

Se ne sei a conoscenza puoi praticare alcune semplici tecniche di rilassamento (ad esempio la respirazione lenta diaframmatica) di cui puoi trovare anche alcuni esempi su youtube.

Ovviamente non ti dico che il dolore sparirà velocemente o che esiste una bacchetta magica per risolvere tutto questo ma con il passare del tempo qualcosa cambierà.

Allora te ne accorgerai per esempio perchè noterai che il pensiero della persona scomparsa non sarà più l’unico pensiero. Ovviamente non ti lascerà, ma ti accorgerai che la tua mente troverà spazio anche per altro.

Il ritmo sonno-veglia e l’appetito pian piano ritorneranno alla normalità.

Torneranno dei ricordi positivi, di momenti belli trascorsi con la persona che non c’è più e avrai la sensazione che lei “vive”in te. Trroverai delle parti di lei nel tuo comportamento, nei tuoi atteggiamenti e nelle cose che dici.

Tornerai a fare progetti per il futuro e magari sarai in grado di aiutare altre persone che si troveranno a vivere la stessa situazione.

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