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	<title>Senza categoria &#8211; Magnolini dr.ssa Sandra</title>
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	<description>Psicologa psicoterapeuta Valcamonica</description>
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	<title>Senza categoria &#8211; Magnolini dr.ssa Sandra</title>
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		<title>L&#8217;accumulo eccessivo di oggetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 13:38:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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<p>L&#8217;accumulo di oggetti è in parte il frutto di una società come la nostra, improntata sul consumismo e sulla creazione continua di nuovi bisogni. E&#8217; perciò un&#8217;esperienza comune a tantissime persone il fatto di possedere più di quanto effettivamente si utilizzi. Ci sono casi però in cui gli oggetti che occupano la propria abitazione diventano oggettivamente troppi, interferiscono con lo svolgimento delle attività quotidiane e causano malessere e disagio significativi. Quando si supera quindi il limite tra il possedere molte cose e l&#8217;avere un vero e proprio problema di accumulo?</p>



<p>Un primo indicatore è la difficoltà a separarsi dai propri beni, anche quelli che non hanno un valore reale. <strong>Chi vive un forte disagio non riesce a gettare, regalare e nemmeno vendere oggetti che non utilizza più da anni</strong>, che non solo  stanno a prendere polvere in soffitta o in qualche scantinato ma invadono soprattutto gli spazi quotidiani.  Inoltre la conservazione degli oggetti è intenzionale. La persona vive con una forte ansia l&#8217;idea di separarsi dai propri oggetti, <strong>la cui conservazione interferisce con lo svolgimento delle normali attività quotidiane.</strong> Ad esempio, ci sono persone che accumulano oggetti nella doccia, rendendola inutilizzabile, o in cucina, non riuscendo più ad avere il giusto spazio per preparare i pasti.  Inoltre, spesso, il problema causa la compromissione delle relazioni sociali perché, ad esempio, non è più possibile invitare nessuno a casa, o perché manca lo spazio, o perché <strong>c&#8217;è un vissuto di vergogna</strong> nel farlo, o perché sono proprio gli altri che rifiutano di accedervi. </p>



<p>Alcune persone sono consapevoli di avere un problema in questo senso, mente altre ne negano l&#8217;esistenza e sembrano del tutto ignare della situazione in cui si trovano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-1802" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-1024x682.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-300x200.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-768x512.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-20x13.jpg 20w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quali sono le motivazioni che spingono una persona ad accumulare?</p>



<p>Una prima motivazione è rappresentata dalla<strong> paura di perdere informazioni importan</strong>ti. Ad esempio, qualcuno è restio a separarsi da vecchie riviste, che possono arrivare ad occupare anche parti importanti della casa, perché pensa che in esse siano contenute informazioni molto importanti, di cui si potrebbe avere bisogno un giorno, e di non riuscire più a recuperarle. </p>



<p>Una seconda motivazione è <strong>il &#8220;valore affettivo&#8221; degli oggetti</strong>. Una cosa donata da un parente, da un caro amico, &#8220;assorbe&#8221; il valore del legame affettivo e ne diventa il custode. Perde il suo significato di oggetto e ne acquista un altro. Da qui la difficoltà a separarsene.</p>



<p><strong>Paura di aver bisogno dell&#8217;oggetto in futuro</strong>. Molte persone con un problema di accumulo pensano &#8220;mi potrebbe servire&#8230;&#8221; &#8220;e se ne avessi bisogno e poi non ce l&#8217;ho più?&#8221;. E così conservano strumenti di lavoro, prodotti, oggetti di vario tipo magari utilizzati una sola volta in passato con la convinzione che potrebbero tornare utili in futuro.</p>



<p>Un&#8217;altra motivazione è<strong> il valore economico legato all&#8217;oggetto</strong>, per cui liberarsi dell&#8217;oggetto significa avere una perdita economica. Questo comportamento è in apparente contraddizione con una grande percentuale (80/90%) di persone con un problema di accumulo che, nonostante tutto, continua a comprare altri oggetti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="650" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-1024x650.jpg" alt="" class="wp-image-1806" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-1024x650.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-300x190.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-768x487.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-20x13.jpg 20w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Se hai un familiare o un amico che ha questo problema puoi:</p>



<p>ragionare con lui su quanto sta perdendo a causa del suo problema. Tempo, soldi, vita sociale sono le aree più sacrificate. </p>



<p>valorizzare ogni piccolo successo che riesce a compiere. Anche liberarsi di poche cose è un grande passo per la persona.</p>



<p>incoraggiarlo a cercare un aiuto specialistico per risolvere la situazione.</p>



<p></p>



<p>Dott.sa Sandra Magnolini -Psicologa e Psicoterapeuta a Provaglio d&#8217;Iseo (BS) e Piancogno (BS). </p>



<p>Cell 348 1489841</p>



<p>E mail: &#115;&#97;&#x6e;d&#114;&#x61;&#x6d;a&#103;&#x6e;&#x6f;l&#105;&#x6e;&#x69;&#64;&#103;&#x6d;&#x61;i&#108;&#x2e;&#x63;o&#109;</p>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img decoding="async" width="1280" height="812" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2.jpg 1280w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-300x190.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-1024x650.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-768x487.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/12/accumulo-2-20x13.jpg 20w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></figure><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologavallecamonica.it/laccumulo-eccessivo-di-oggetti/">L&#8217;accumulo eccessivo di oggetti</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologavallecamonica.it">Magnolini dr.ssa Sandra</a>.</p>
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		<title>La trappola delle pretese. Quando chiedere troppo agli altri è un problema.</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/la-trappola-delle-pretese-quando-chiedere-troppo-agli-altri-e-un-problema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 18:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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<p>Siamo abituati a considerare il chiedere poco agli altri, il mettere i propri bisogni in secondo piano per soddisfare quelli degli altri un problema. Ma c&#8217;è anche il caso opposto. </p>



<p><strong>Ci sono persone che mettono costantemente la soddisfazione dei propri bisogni avanti a tutto. Che non accettano limiti. Che non vogliono sentirsi dire dei &#8220;no&#8221;. Che pensano di essere al di sopra di ogni regola e che ciò che vale per gli altri non valga per loro.</strong></p>



<p>Se  ti riconosci in queste caratteristiche, o se le persone a te vicine ti fanno costantemente notare che le possiedi, potresti essere vittima della Trappola delle Pretese. Vediamo in cosa consiste:</p>



<p>essa riguarda la incapacità di accettare limiti realistici nella vita. Le persone con questa trappola si sentono speciali. Sentono di poter dire o fare tutto quello che desiderano. Non si curano delle conseguenze sugli altri dei propri comportamenti, né di quanta pazienza gli altri mettano in campo per tollerarli. Si tratta di persone con problemi di autodisciplina, che spesso faticano a portare a termine compiti noiosi o troppo impegnativi, che si arrabbiano se gli altri chiedono di fare cose che a loro non piacciono. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="660" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-1024x660.jpg" alt="" class="wp-image-1743" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-1024x660.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-300x193.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-768x495.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-20x13.jpg 20w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Vediamo quindi una serie di comportamenti tipici delle persone con la trappola delle pretese, che potrebbero aiutarti a comprendere se la cosa ti riguarda ed eventualmente in che misura stai vivendo questa condizione:</p>



<p>fatica ad accettare i &#8220;no&#8221;</p>



<p>arrabbiarsi molto quando non si riesce ad ottenere ciò che si vuole</p>



<p>sentirsi una persona speciale che non dovrebbe accettare costrizioni</p>



<p>mettere i propri bisogni al primo posto</p>



<p>fare molta fatica a porsi dei limiti rispetto ad alcuni comportamenti nocivi (es. bere/mangiare/fumare in eccesso)</p>



<p>non riuscire a portare a termine compiti noiosi o ripetitivi</p>



<p>agire d&#8217;impulso e sull&#8217;onda delle emozioni</p>



<p>non riuscire a tollerare la frustrazione se non si riesce ad ottenere subito ciò che si vuole</p>



<p>esigere che gli altri si pieghino alla propria volontà</p>



<p>non riuscire a rinunciare ad una gratificazione immediata a favore del raggiungimento di un  obiettivo a medio/lungo termine</p>



<p>Esistono tre sottotipi di Trappola delle Pretese:</p>



<p>il primo sottotipo riguarda le <strong>pretese della persona viziata. </strong>Se hai questo tipo di trappola ti consideri una persona speciale, sei esigente e vuoi dominare sugli altri. Se non riesci ad ottenere dagli altri quello che vuoi reagisci con rabbia. Provi scarsa empatia e poco interesse verso i sentimenti degli altri, sei indifferente alle alle convenzioni sociali, credi che le conseguenze che valgono per la maggior parte delle persone, per te non valgano.</p>



<p>il secondo sottotipo riguarda le<strong> pretese della persona dipendente</strong>. Se hai questo tipo di trappola assumi il ruolo della persona dipendente e ti aspetti che gli altri si prendano cura totalmente di te. Non solo lo desideri, ma appunto, lo pretendi, lo consideri un diritto. Forse cerchi di fare di tutto per compiacere gli altri ma le tue pretese hanno origine dal fatto che ti senti debole e vulnerabile. Tu hai bisogno di aiuto e gli altri devono dartelo.</p>



<p>il terzo sottotipo di trappola riguarda l&#8217;<strong>impulsività.</strong> Se rientri in questo sottogruppo agisci senza pensarci sulla base dei tuoi desideri e delle tue emozioni. <strong>Manchi di autodisciplina e di organizzazione</strong>. Hai problemi a rinunciare a delle gratificazioni immediate in nome di vantaggi a medio e lungo termine. Potresti avere dei <strong>problemi nel controllo della rabbia</strong> ed essere autoindulgente riguardo ai danni che potresti creare con i tuoi comportamenti. Potresti avere problemi di dipendenza da alcool o sostanze o da qualche tipo di comportamento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/impulsivita-e-rabbia-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-1737" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/impulsivita-e-rabbia-1024x682.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/impulsivita-e-rabbia-300x200.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/impulsivita-e-rabbia-768x512.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/impulsivita-e-rabbia-20x13.jpg 20w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/impulsivita-e-rabbia.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Quali possono essere le origini di questa trappola?</p>



<p><strong>Una prima ipotesi sull&#8217;origine di questa trappola è la possibilità di avere avuto dei genitori che non hanno messo limiti sufficienti. </strong>Forse, quindi, la tua famiglia ti ha coccolato e viziato, non dandoti regole, o dandone troppo poche, oppure non mettendoti di fronte alle conseguenze dei tuoi comportamenti. Non ti è stata insegnata la tolleranza alla frustrazione, ponendoti nella condizione di ottenere tutto ciò che desideravi senza offrire nulla in cambio. Forse non erano i tuoi genitori che controllavano te, ma, al contrario, eri tu che controllavi loro. </p>



<p>Oppure, una seconda ipotesi potrebbe essere che i tuoi genitori si occupavano di tutto. Risolvevano ogni cosa per te e ti toglievano ogni tipo di preoccupazione. Questo ha determinato in te la pretesa che tutto ciò ti spetti di diritto anche ora, da adulto.</p>



<p>Esistono anche altre possibilità sull&#8217;origine della trappola, ad esempio che tu sia cresciuto in una famiglia in cui non ti è stato dato sufficientemente amore e cura e, per compensazione, ora lo pretendi da chi vi circonda. </p>



<p>Se ti riconosci in quanto scritto finora, devi sapere che, per cambiare devi veramente volerlo e essere pronto ad un lungo percorso, che potrebbe richiedere anche l&#8217;aiuto di un esperto.</p>



<p>Queste sono le prime cose che, invece, puoi fare da solo:</p>



<p><strong>Fai un elenco di vantaggi e svantaggi</strong> legati alla non accettazione di limiti. Questo ti aiuterà a renderti conto della situazione in cui ti trovi e può aiutarti a trovare la motivazione necessaria per cambiare.</p>



<p><strong>Metti in discussione le giustificazioni</strong> a cui ricorri per non accettare dei limiti.</p>



<p><strong>Fai un elenco delle conseguenze</strong> dei tuoi comportamenti nella quotidianità.</p>



<p><strong>Chiedi un feedback</strong> a chi ti sta vicino.</p>



<p><strong>Cerca di capire quali sono le tue origini </strong>specifiche per la trappola.</p>



<p>Se hai problemi di autodisciplina <strong>fai un elenco dei compiti </strong>che non riesci a portare a termine a causa di questo problema, ordinali secondo una scala di difficoltà e <strong>inizia ad affrontarli</strong> partendo dai più semplici e procedendo verso i più difficili.</p>



<p>Se hai problemi nel controllo della rabbia cerca di allontanarti dalle situazioni prima che la tua rabbia d<strong>iventi esplosiva</strong>.</p>



<p>Se ti sembra di avere una forma di dipendenza dagli altri per cui senti che non puoi farcela da solo e pretendi l&#8217;aiuto degli altri, prepara un elenco di compiti che ti creano difficoltà e ordinali anche in questo caso secondo una scala di difficoltà. <strong>Procedi a fare da solo gradualmente</strong>, affrontando le cose che di solito fanno gli altri per voi.</p>



<p>Se ti sembra di non riuscire da solo, come detto sopra, contatta uno psicologo esperto nel trattamento di questo tipo di problematiche.</p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Dott.sa Sandra Magnolini Psicologa e Psicoterapeuta a Provaglio d&#8217;Iseo e Piancogno (BS)</p><p>Tel 348 1489841</p><p>e mail: &#x73;&#x61;&#110;dr&#x61;&#x6d;&#97;&#103;n&#x6f;&#x6c;&#105;&#110;i&#x40;&#x67;&#x6d;&#97;il&#x2e;&#x63;&#111;&#109;</p></blockquote>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>


<figure class="wp-block-post-featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="825" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" style="object-fit:cover;" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese.jpg 1280w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-300x193.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-1024x660.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-768x495.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2021/11/dipendenza-e-pretese-20x13.jpg 20w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></figure><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologavallecamonica.it/la-trappola-delle-pretese-quando-chiedere-troppo-agli-altri-e-un-problema/">La trappola delle pretese. Quando chiedere troppo agli altri è un problema.</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologavallecamonica.it">Magnolini dr.ssa Sandra</a>.</p>
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