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Ansia anticipatoria nei bambini: quali le cause?

Il modo in cui si aiutano i bambini a superare ansia e ansia anticipatoria risulta fondamentale per la loro salute psicologica.
Più volte nel blog ho parlato di cosa è l’ansia, quali sono i suoi sintomi e come si manifesta.
Ho anche illustrato in cosa consiste l’ansia anticipatoria.
Ora vorrei descrivere quali sono le ragioni per cui un bambino è più ansioso di un altro, quali sono le più frequenti cause di ansia e ansia  anticipatoria nei bambini.

come aiutare i bambini a gestire l'ansia

# Perché alcuni bambini sono più ansiosi di altri?

Questa è una domanda che i genitori mi rivolgono spesso. “Perché il mio bambino è sempre in ansia”? “Perché i suoi amichetti sono sicuri di loro stessi e il mio bambino no?” “Ho due figli: come mai uno è sicuro e spavaldo e l’altro è timoroso e ansioso”?

La risposta a questa domanda è semplice. Perché l’ansia si strutturi e diventi un problema per un bambino ci sono fondamentalmente due ragioni:

– una prima ragione è il temperamento del bambino. I bambini “nascono” fatti in un certo modo, per cui già da neonati hanno un certo temperamento. Alcuni si spaventano con ogni piccolo rumore, non amano i cambiamenti, non vogliono stare con persone che non siano mamma e papà. Altri neonati hanno un temperamento diverso. Sono tranquilli, rilassati per la maggior parte del tempo, dormono molto anche in presenza di forti rumori, affrontano serenamente le novità e non si lasciano facilmente spaventare da situazioni impreviste. Altri ancora sono un mix delle due descrizioni.

– Poi c’è il grande ruolo dell’ambiente e dell’educazione ricevuta che risulta il nodo di gran lunga più importante per l’innestarsi e soprattutto il perpetuarsi di situazioni di ansia e di ansia anticipatoria.
Ciò significa che risulta molto importante ciò che le figure di riferimento (i genitori soprattutto) del bambino fanno o dicono in risposta alla sua ansia.

Facciamo un esempio: Mario è un bambino di 5 anni, che sta imparando ad andare in bicicletta senza le rotelline di supporto. Alla prima caduta si spaventa ed inizia a piangere. La mamma allora si avvicina allarmata e gli dice: “Povero Mario! Te l’avevo detto che cadevi! Ora vieni in braccio, andiamo a fare una bella merenda e per un po’ alla bici non pensiamo più”.

# A questo punto cosa dovrebbe pensare il bambino?

Mario potrebbe pensare:

1) che andare in bici è pericoloso e si può cadere (addirittura la mamma l’aveva previsto)

2) che una volta caduti immediatamente esiste una situazione (la merenda e l’abbraccio della mamma) che mi portano via dalle difficoltà.

3) che la paura e lo spavento non si possono sopportare, anzi, che sono emozioni che vanno subito eliminate

Quindi…perché Mario dovrebbe riprovare a salire sulla bicicletta?

E cosa succederebbe se la mamma alla sera, a cena insieme anche al papà parlasse a lungo della caduta di Mario, di come la bicicletta sia pericolosa, di come lei aveva detto di non togliere le rotelline ecc. ecc. ?

Ovviamente seguendo questa linea sarà difficile che Mario abbia di nuovo voglia di salire sulla bicicletta e, ogni volta che qualcuno proverà a proporglielo, proverà una forte ansia anticipatoria, dirà che ha mal di pancia, mal di testa, e che preferisce fare altro.

Con questo intendo che l’ambiente ha un ruolo fondamentale nel creare e/o mantenere situazioni di ansia nei bambini e che i genitori hanno un ruolo fondamentale nel prevenire e gestire le situazioni in cui i propri figli si mostrano ansiosi.

Immagine tratta da www.tecnologia-ambiente.it

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