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Quando un nonno muore: che fare?

Angelo (ogni elemento che possa rendere la persona riconoscibile é stato eliminato) è un bambino di sei anni, molto intelligente e sensibile. Di recente il nonno di Angelo è mancato, dopo una lunga malattia. Loro due avevano un rapporto “speciale”. Il nonno lo portava con sé a fare dei lavoretti nell’orto, facevano lunghe passeggiate in montagna; lo mandava e fare piccole commissioni e poi gli regalava qualche moneta, un euro, cinquanta centesimi, e Angelo ci comprava una volta le figurine, una volta il gelato, e un pò li risparmiava per andare col papá a vedere una partita della Juve, la sua squadra del cuore.
Inoltre passavano molto tempo insieme perchè entrambi i genitori del bimbo lavorano e la nonna se n’è giá andata da molto tempo.
Così quando il nonno muore i genitori di Angelo chiedono come sia piú giusto comportarsi verso il bambino, dato che Angelo chiede cosa é successo e vuole sapere tutto su cosa sia capitato al nonno.
Da un pò di tempo Angelo sembra distratto, svogliato e non vuole dormire da solo nella sua stanza. Sembra abbia paura di qualcosa che non riesce a dire. Cosa sta succedendo ad Angelo? Come aiutarlo al meglio in un momento così particolare?La morte di un nonno o di una nonna é spesso la prima occasione di confronto per un bambino con il tema della morte. Questo accade perchè nella nostra societá  si tende a voler proteggere i bambini da ogni esperienza che si pensa causi dolore o disagio e quindi anche dal tema della morte. Ad un certo punto però il confronto con questa grande tematica diventa inevitabile.
In realtá, per avvicinare i bambini al tema della morte, sarebbe opportuno, quando le cose vanno bene, cioè quando non c’è nessuna situazione urgente o impellente da affrontare, permettere loro, se lo desiderano, di fare domande quando magari a morire è una persona estranea alla cerchie dei familiari. Può capitare che il bambino abbia sentito gli adulti parlare tra loro della morte di un conoscente o di un amico e che possa, mosso dalla curiositá, desiderare di porre alcune domande, a cui i genitori dovrebbero rispondere con parole semplici, cercando  il più possibile di mostrarsi tranquilli. In questi casi il bambino potrebbe avere paura che anche la mamma, o il papá possano morire, e in questo caso è opportuno spiegare che, in genere, a morire sono le persone di una certa etá che sono anche malate, anche se non si può escludere in linea di massima che ciò capiti anche in altre situazioni. Per parlare con tranquillitá della morte ai bambini esistono in commercio numerose favole e film da vedere e commentare insieme, che possono aiutare il genitore ad affrontare il tema avendo a disposizione una “guida”.
Nei bambini, di fronte ad un lutto, possono apparire comportamenti come tristezza, rabbia, apatia, difficoltá a realizzare quanto accaduto e a considerare le morte un processo definitivo, senso di colpa quando il bambino ritiene, ovviamente erroneamente, di aver fatto qualcosa (un dispetto, una brutta litigata, un pensiero) che “per magia” può aver causato la morte della persona cara.
Ogni emozione dovrebbe essere lasciata esprimere, senza critiche o rimproveri, perchè ciò fa parte del processo di elaborazione del lutto e, soprattutto nel caso dei bambini, è da considerare più problematico il persistere di un certo comportamento piuttosto che la sua intensitá o la sua “stranezza”.
Nel caso di Angelo, in cui il nonno è morto dopo una lunga malattia, vedere la mamma e il papá che se ne prendevano cura, è stato importante per “prepararlo” a ciò che sarebbe inevitabilmente accaduto. In questa situazione,  anche vedere i genitori piangere, può essere importante per creare un momento di condivisione emotiva speciale e particolare. Certo, se un adulto sente di non avere per nulla il controllo sul proprio dolore, prima di confrontarsi con un bambino dovrebbe quantomeno aver ritrovato una certa serenitá e, nel caso in cui si accorgesse di non farcela da solo, potrebbe valutare l’opportunitá di rivolgersi ad uno specialista.
A livello pratico, non appena possibile, sarebbe opportuno che il bambino avesse l’opportunitá di fare delle cose belle: una gita, una giornata speciale in cui magari ricordare che anche al nonno sarebbe piaciuto viverla.
Un’altra cosa che si può fare insieme è vedere delle fotografie appartenute alla persona defunta, e commentarle. Si può decidere di tenere nella propria cosa alcuni oggetti appartenuti al nonno o regalarne altri ad associazioni umanitarie o di volontariato in modo che possano “rivivere” nella casa di altre persone ed essere per loro utili.
Quando il bambino si sente pronto è opportuno andare a fare visita al cimitero, portando dei fiori o un disegno per la persona che non c’è più. Se i genitori di Angelo metteranno in pratica questi suggerimenti probabilmente lo aiuteranno ad affrontare questo momento nel modo più sereno possibile.

3 commenti

  1. Anonimo

    nulla si crea e nulla si distrugge; tuto è eterno, noi compresi, ciascuno di noi, in forza del principio parmenideo secondo cui l'essere non può non essere..quindi ciascuno di noi è eterno..solo che deve fare i conti con l'apparire e la morte è appunto l'uscita di ciascuno di noi dalla scena dell'apparire…abituare pertanto i bambini a pensare che i loro nonni non diventano nulla ma "sono "ancora vicini a loro anche se in un'altra dimensione, li fa sentire sempre vicini e in dialogo con loro, nel cammino della loro vita…
    nonno leo

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