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	<title>comunicazione &#8211; Magnolini dr.ssa Sandra</title>
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	<description>Psicologa psicoterapeuta Valcamonica</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Jan 2021 10:31:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>comunicazione &#8211; Magnolini dr.ssa Sandra</title>
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	<item>
		<title>Il gioco della cosa bella e brutta</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/il-gioco-della-cosa-bella-e-brutta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 10:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche post fa avevo parlato di come per un genitore sia difficile sapere cosa succede al proprio figlio durante la giornata a causa degli impegni&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Qualche post fa avevo parlato di come per un genitore sia difficile sapere cosa succede al proprio figlio durante la giornata a causa degli impegni reciproci che tengono separati per molte ore e come a volte ci sia il rischio per questo di perdersi qualcosa che lo riguarda, magari a volte anche qualcosa di importante. </p>



<p>Per fare in modo che questo non accada c&#8217;è un gioco molto semplice ma efficace che, tra l&#8217;altro, faccio anche io da anni con la mia bambina che ora ne ha 10. </p>



<p>Il gioco consiste nel raccontarsi a vicenda una cosa bella e una cosa brutta successe durante la giornata, seguendo alcune &#8220;regole&#8221;.</p>



<p>La prima è che bisogna ascoltare fino alla fine quello che il bambino ha da dire, senza interromperlo.</p>



<p>La seconda è che non bisogna fornire un commento o un giudizio del tipo &#8220;hai fatto proprio male a fare/dire quella cosa&#8221;.</p>



<p>La terza è che non bisogna fornire suggerimenti su come il bambino dovrebbe agire per risolvere la cosa brutta, a meno che non venga espressamente richiesto (valutando anche la pesantezza di quanto raccontato). </p>



<p>Questo gioco io lo faccio ogni sera prima di andare a dormire ed è diventato nel tempo quasi un rituale della buonanotte. La cosa positiva è che permette anche al bambino di conoscere parte del mondo del genitore, delle sue emozioni, di come trascorre le giornate, tutte informazioni che diversamente andrebbero un pò perse e che permettono invece di rafforzare il legame genitore-figlio. </p>



<p>Sandra Magnolini Psicologa e Psicoterapeuta a Piancogno (BS) e a Provaglio d&#8217;Iseo (BS). Cell 348 1489841</p>
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		<title>L&#8217;importanza dell&#8217;ascolto nella comunicazione con gli altri.</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/limportanza-dellascolto-nella-comunicazione-con-gli-altri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 08:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete mai avuto l&#8217;impressione che la persona con cui state parlando non vi stia veramente ascoltando? O che mentre lo sta facendo stia pensando ad&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avete mai avuto l&#8217;impressione che la persona con cui state parlando non vi stia veramente ascoltando? O che mentre lo sta facendo stia pensando ad altro? Bene, se vi è successo sapete quanto è frustrante e quanto, al contrario, è appagante, consolante, soddisfacente sentirsi veramente ascoltati e capiti. </p>



<p>O magari è successo anche a voi, talvolta, di non riuscire ad ascoltare gli altri. Forse vi è dispiaciuto (penso alla frustrazione nel non riuscire ad ascoltare veramente il proprio figlio o il partner che magari hanno da dirvi qualcosa di importante, magari <strong>non importante per voi ma per loro si</strong>) e vi state chiedendo come fare per non farlo ricapitare un&#8217;altra volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2020/09/ascolto-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-1267" srcset="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2020/09/ascolto-1024x576.jpg 1024w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2020/09/ascolto-300x169.jpg 300w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2020/09/ascolto-768x432.jpg 768w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2020/09/ascolto-20x11.jpg 20w, https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2020/09/ascolto.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Ascoltare gli altri</figcaption></figure>



<p><strong>Quali sono i motivi principali per cui non si riesce ad ascoltare l&#8217;altro?</strong></p>



<p><strong>Il primo è la fretta, lo stress</strong>. Abbiamo mille cose da fare, e anche mille cose in testa. Ciò che l&#8217;altro ci sta dicendo è l&#8217;ennesima informazione, l&#8217;ulteriore problema di cui farci carico. Perciò è pesante, è gravoso. Magari ci spinge a controllare la nostra emotività, a contenere quella dell&#8217;altro. E anche questo può essere davvero difficile.</p>



<p><strong>Il secondo ha a che fare con un problema di ego</strong>. Sappiamo già le risposte, abbiamo già tutte le soluzioni in tasca ai problemi che ci vengono posti. Perciò ascoltare è inutile, fondamentalmente una perdita di tempo. Pensiamo che chi ci sta parlando non sappia quai sono i veri problemi della vita perciò rispondiamo spesso con :&#8221;Anche io sai&#8230;&#8221; &#8220;Anche a me capita questo..&#8221; &#8220;Pensa a me invece che..&#8221;. </p>



<p>Il terzo motivo può essere perchè in un mondo iper digitale <strong>abbiamo perso le competenze di base</strong> per iniziare e avviare una conversazione per cui ci spazientiamo presto, non lasciamo terminare il discorso all&#8217;altro, vogliamo concludere in fretta, non sappiamo cosa dire.</p>



<p>Ecco quindi alcuni errori da non commettere quando vogliamo davvero ascoltare qualcuno con alcuni suggerimenti invece da mettere in pratica per applicare un buon livello di ascolto:</p>



<p>Interrompere. Non ha bisogno di spiegazioni. E&#8217; proprio una brutta abitudine che vi sconsiglio di coltivare. Invece: lasciamo finire la persona di dire ciò che voleva dire.</p>



<p>Saltare alle conclusioni. Esempio: &#8220;se mi parla di un problema vuol dire che mi sta chiedendo una soluzione ma io non ce l&#8217;ho e quindi come faccio? (panico). Oppure: &#8220;gli rispondo la prima cosa che mi viene in mente, meglio che non dire nulla&#8221;. Invece: non è detto che chi ci parla di una sua difficoltà voglia per forza una soluzione. Forse vuole solo che qualcuno lo ascolti, vuole liberarsi, &#8220;vuotare il sacco&#8221;, per poi sentirsi meglio, più leggero.</p>



<p>Togliere la parola di bocca all&#8217;altro. Finire le frasi al posto dell&#8217;altra persona potrebbe significare comunicare: &#8220;so già cosa vuoi dirmi, non mi stai portando nulla di nuovo, mi stai annoiando tanto che so già dove vuoi arrivare&#8221;. Anche qui, non servono spiegazioni. E&#8217; veramente brutto (vi è mai successo?). Invece: proviamo a non interrompere e a non finire le frasi dell&#8217;altra persona.</p>



<p>Essere critici. Criticare, commentare negativamente ciò che la persona ci sta raccontando è veramente sgradevole. Ad esempio dire costantemente: &#8220;Hai fatto male a fare così, ha sbagliato&#8221;. Questo non è ascolto, è distruzione dell&#8217;altro. Ricordiamocelo. Invece: non è per forza detto che sia necessario esprimere un giudizio, positivo o negativo che sia, ogni volta. Possiamo anche solo chiedere qualcosa in più, proprio per dare l&#8217;idea che ci importa di ciò che stiamo sentendo.</p>



<p>Non reagire. Non dire nulla mai. Non chiedere nulla. Peggio ancora: guardare il cellulare mentre l&#8217;altro parla (terribile e ovviamente scontato ma quante volte succede?). Invece: allontanare il cellulare, guardare la persona, esserci. Per davvero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Esprimere una critica..con gentilezza</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/esprimere-una-critica-con-gentilezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 10:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante volte sul posto di lavoro, in famiglia o con gli amici rinunciamo a manifestare il disaccordo? Oppure, al contrario, ci accorgiamo che, durante una&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Quante volte sul posto di lavoro, in famiglia o con gli amici rinunciamo a manifestare il disaccordo? Oppure, al contrario, ci accorgiamo che, durante una discussione, stiamo offendendo il nostro interlocutore?</div>
<div style="text-align: justify;">Entrambe queste situazioni, in base alla mia esperienza clinica, sono piuttosto frequenti e portano, nel primo caso, alla rinuncia ad esprimere le proprie idee e i propri sentimenti. Nel secondo caso ad allontanare chi ci sta di fronte e a non ottenere la soddisfazione di un nostro bisogno.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Risulta quindi importante imparare a esprimere il proprio disaccordo con l&#8217;altro in una maniera assertiva, cioè non aggressiva ma nemmeno passiva.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Ecco quindi alcune &#8220;buone prassi&#8221; che possono aiutare a comunicare al meglio con l&#8217;altro, quando vogliamo fargli capire che siamo stati ad esempio delusi o contrariati da un suo comportamento.</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2018/10/litigare-2B-25282-2529.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"><img decoding="async" border="0" data-original-height="421" data-original-width="736" height="364" src="https://www.psicologavallecamonica.it/wp-content/uploads/2018/10/litigare-2B-25282-2529-300x172.jpg" width="640" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">immagine su bimbonaturale,org</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">1) criticare il comportamento e non la persona. C&#8217;e molta differenza tra dire &#8220;sei un maleducato&#8221; e &#8220;quello che hai detto mi ha fatto sentire umiliato&#8221;. Nel primo caso stiamo, magari involontariamente, attaccando l&#8217;altra persona; nel secondo caso stiamo parlando di noi, e, se lo facciamo usando il giusto tono e volume di voce, sarà difficile che l&#8217;altro si metta sulla difensiva o in una posizione di arroganza.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">2) non lasciare passare troppo tempo. Non ha senso in una discussione dire frasi come &#8220;anche tu quella volta lo scorso anno ..&#8221; quando magari il nostro interlocutore non si ricorda la questione alla quale ci stiamo riferendo. Se siamo arrabbiati meglio contare fino a 10 o lasciar passare la notte ma temporeggiare troppo non ci porterà a risolvere in maniera costruttiva una situazione.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">3) trattare in privato anziché in pubblico. Criticare una persona in una situazione sociale equivale a metterla in forte difficoltà per il timore di &#8220;perdere la faccia&#8221; e, molto probabilmente, non otterremo un granché se non che l&#8217;altro probabilmente negherebbe ogni addebito e ogni responsabilità. Ha più senso cercare di chiarire una questione seria in privato, dove sarà più semplice comunicare.</p>
<p>4) mostrarsi disponibili all&#8217;ascolto. Anche se proprio non ci va ciò che l&#8217;altro ci sta dicendo, sforziamoci di non interromperlo e di ascoltarlo. Non c&#8217;è nulla di più indisponente di un interlocutore che interrompe frequentemente e che sembra anticipare ciò che l&#8217;altro dirà.</p>
<p>5) mostrarsi disponibili a trovare una soluzione ai problemi che il più possibile accontenti entrambi. Ricordiamoci che una critica costruttiva è quella dove non è prioritario vincere a tutti i costi ma ottimizzare i vantaggi per ambedue le parti. Questo ci garantirà un migliore rapporto con il nostro interlocutore che getterà buone basi per la risoluzione di ulteriori questioni in futuro</p></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Le discussioni che fanno bene</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/le-discussioni-che-fanno-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si potrebbe essere portati normalmente a pensare che litigare e discutere non fa bene ai rapporti umani.&#160; In effetti, se immaginiamo una relazione tra due&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Si potrebbe essere portati normalmente a pensare che litigare e discutere non fa bene ai rapporti umani.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">In effetti, se immaginiamo una relazione tra due o più persone costantemente caratterizzata da discussioni e polemiche, non possiamo che pensare che essa non sia positiva, non conduca al benessere di nessuna tra le parti coinvolte.</div>
<div style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è un tipo di conflitto, di discussione, che invece può essere persino positivo.</div>
<div style="text-align: justify;">Si tratta di una particolare forma di comunicazione che può portare ad una maggiore conoscenza reciproca fra le parti coinvolte e che può anche far emergere nuovi modi, magari particolarmente efficaci, di gestire e risolvere problemi.</div>
<div style="text-align: justify;">Ma come è possibile discutere in modo costruttivo?</div>
<div style="text-align: justify;">Vediamo qui di seguito alcune &#8220;buone prassi&#8221;:</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://2.bp.blogspot.com/-4EIoYylA2DY/VebqH8mLY9I/AAAAAAAAAUA/nbgfm8GTNzQ/s1600/image.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-4EIoYylA2DY/VebqH8mLY9I/AAAAAAAAAUA/nbgfm8GTNzQ/s320/image.jpg" width="320"></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">1) Non lasciar passare troppo tempo: se è accaduto un fatto spiacevole oggi, di cui vogliamo discutere con qualcuno (partner, figli, colleghi di lavoro), è meglio non aspettare il mese prossimo per tornare sull&#8217;argomento, altrimenti potremmo trovarci nella spiacevole situazione in cui il nostro interlocutore non ricorda nemmeno di cosa si sta parlando!</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">2) Chiarire dirttamente con l&#8217;interessato e non con un intermediario: se ho un problema con un amico, è inutile e forse dannoso chiedere ad un altro amico di intervenire nella situazione. Non sappiamo infatti come le nostre parole potrebbero venire interpretate, e magari riportate, da una terza persona. Inoltre potrmmo passare al nostro ipotetico interlocutore la sgradevole sensazione che siamo così deboli da non riuscire ad affrontare in prima persona una discussione.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">3) Trattare in privato e non in pubblico: è molto meglio chiarire questioni spinose privatamente e non alla presenza di altre persone. In un confronto a tu per tu, di solito, l&#8217;interlocutore si sente più a proprio agio e potrebbe essere più disponibile a collaborare con noi.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">4) Affrontare un argomento alla volta: se dobbiamo sviscerare più aspetti di una questione, è meglio aspettare che, nel confronto, vengano mano a mano chiariti, prima di introdurne di nuovi. Esplicitare e risolvere i problemi un pò alla volta evita di sovraccaricare di tensione la comunicazione, e mette l&#8217;interlocutore maggiormente a proprio agio. Inoltre, notare come man mano le questioni si possono risolvere, rende più soddisfatti, di solito, entrambi gli attori del processo comunicativo.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">5) Essere disponibili a trovare delle soluzioni accettabili anche per il nostro interlocutore: mediare, conciliare, trovare degli accordi dovrebbero essere delle intenzioni da portare ogni qualvolta ci si appresta a discutere di argomenti delicati ed importanti. Questo perchè spesso non è importante vincere, ma trovare delle soluzioni che permettano di migliorare lo status quo bensì di salvaguardare i rapporti in corso tra gli interlocutori.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Fonte immagine: internet</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Dialogo di un pomeriggio di mezza estate</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/dialogo-di-un-pomeriggio-di-mezza-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 06:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per una volta utilizzo il blog&#8230;per un contenuto personale! B: mamma, tu quando hai conosciuto il papá? M: eh, tanti anni fa, circa 15! B:&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per una volta utilizzo il blog&#8230;per un contenuto personale!</p>
<p>B: mamma, tu quando hai conosciuto il papá?<br />
M: eh, tanti anni fa, circa 15!<br />
B: e lo hai scelto?<br />
M: eh, si. Poi è diventato mio marito.<br />
B: e poi il mio papá.<br />
B: sei stata brava a scegliere un uomo che non è cattivo.<br />
M: hai ragione!<br />
B: e poi è anche un papá bello!<br />
M: questa dovremo dirla al papá perchè sará proprio contento!</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="http://3.bp.blogspot.com/-M_2K-L5GFxU/VcG3fCa4RwI/AAAAAAAAATo/dW4nJ_OQz90/s1600/image.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="179" src="http://3.bp.blogspot.com/-M_2K-L5GFxU/VcG3fCa4RwI/AAAAAAAAATo/dW4nJ_OQz90/s320/image.jpg" width="320"></a></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le parole &#8220;sempre&#8221; e &#8220;mai&#8221;:</title>
		<link>https://www.psicologavallecamonica.it/le-parole-sempre-e-mai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologavallecamonica.it/le-parole-sempre-e-mai/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spesso, nelle discussioni tra marito e moglie, tra fidanzati, tra genitori e figli, si dicono frasi come: &#8220;Sei sempre lo stesso! Non cambierai mai!&#8221;. Sono&#8230;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologavallecamonica.it/le-parole-sempre-e-mai/">Le parole &#8220;sempre&#8221; e &#8220;mai&#8221;:</a> first appeared on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologavallecamonica.it">Magnolini dr.ssa Sandra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="border: currentColor;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/-uqr6-2w3e6A/T5MbvnVAlMI/AAAAAAAAABk/eaXBNW2Feb0/s1600/litigio1.jpg" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="128" qda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-uqr6-2w3e6A/T5MbvnVAlMI/AAAAAAAAABk/eaXBNW2Feb0/s200/litigio1.jpg" width="200"></a></div>
<div style="border: currentColor;">Spesso, nelle discussioni tra marito e moglie, tra fidanzati, tra genitori e figli, si dicono frasi come: &#8220;Sei sempre lo stesso! Non cambierai mai!&#8221;. Sono frasi che escono spontaneamente, eppure non sono efficaci nello svolgimento di un conflitto.</div>
<p>Innanzitutto non lo sono perchè non dicono quasi mai il vero: è forse possibile che l&#8217;altro sbagli sempre? Che non faccia mai una cosa giusta? Nemmeno per una volta?<br />
Poi, soprattutto, trasmettono all&#8217;altro una profonda sfiducia nei suoi confronti: la sfiducia che lui/lei possa cambiare..</p>
<div style="border: currentColor; clear: both; text-align: center;"></div>
<p>E allora perchè mai l&#8217;altro dovrebbe cambiare, se gli trasmettiamo in primis noi che non crediamo nella possibilità che ciò accada?</p>
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