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Dalla parte dei figli

Proprio oggi su un settimanale ho letto un’intervista al papà di Valentino Rossi.
Premetto che non ho guardato la gara che ha visto in azione i due motociclisti, Valentino e Marquez, nè lo spezzone che mostra la caduta di quest’ultimo. Però commenti e articoli su stampa a social network riportano chiaramente come Valentino abbia reagito malamente a provocazioni ripetute da parte dell’avversario.
Ora, quello che mi ha colpito è ciò che afferma il papà di Valentino. 
La prima riga della sua intervista chiosa “Da padre, ovviamente, sono tutto dalla parte di Valentino”. Mi ha colpito il fatto che un genitore, ovviamente, cioè sempre e comunque debba essere dalla parte del figlio, anche quando questi sbaglia. E passa, nell’intervista, a spiegare come la gara fosse mal organizzata, come il figlio avesse fatto di tutto per prevenire l’incidente e come, infine, “per sbaglio” fosse venuto in contatto con l’avversario e questo fosse caduto. 
Tutto ciò fa sembrare come se il genitore non possa dissentire dal punto di vista e dalle azioni del figlio, come se non abbia un suo senso critico. In poche parole è la rinuncia ad esercitare un ruolo, che dal mio punto di vista è distintivo e qualificante in senso positivo di un genitore, soprattutto di un padre: la coscienza morale. 
Valentino Rossi e Marc Marquez - GPOne.com
In molti casi si assiste a genitori che difendono i figli oltre ad ogni ragionevolezza. Figli che commettono reati, che sono prevaricanti sugli altri. Ma la “colpa” è delle circostanze, o, per l’appunto, dell’altro stesso. Forse invece in alcuni casi bisognerebbe riuscire a dire: “Capisco tu sia stato provocato ingiustamente e mi dispiace. Ma non dovevi reagire così ed ora è giusto che paghi le conseguenze del tuo gesto. Io ti starò vicino ma non condivido ciò che hai fatto”. Non sarebbe forse questo un comportamento migliore?

2 commenti

  1. Luca Baiguini

    Grazie Sandra per questo bel post. Soprattutto per l'ultima frase, che mostra come dissentire da un comportamento (non condivido ciò che hai fatto) non significhi negare un supporto emotivo (ti starò vicino).
    Davvero illuminante.

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