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	<title>Balbuzie &#8211; Magnolini dr.ssa Sandra</title>
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	<description>Psicologa psicoterapeuta Valcamonica</description>
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	<title>Balbuzie &#8211; Magnolini dr.ssa Sandra</title>
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		<title>Balbuzie nei bambini: consigli per i genitori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dr.ssa Sandra Magnolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 09:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che vorrei raccontare oggi è un caso di balbuzie, che ho risolto in maniera positiva. Ho incontrato Fabrizio, un bambino di 10 anni che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che vorrei raccontare oggi è un caso di balbuzie, che ho risolto in maniera positiva.<br />
Ho incontrato Fabrizio, un bambino di 10 anni che da due presenta un problema di balbuzie. A scuola, ma anche a casa e con gli amici &#8220;incespica&#8221; mentre parla, al punto che è diventato difficile comprenderlo. Le maestre, preoccupate per lui, hanno suggerito ai genitori di chiedere una consulenza sia logopedica che psicologica, per risolvere il problema.<br />
La situazione non è semplice perché, nonostante i compagni di scuola non lo prendano assolutamente in giro per la sua difficoltà, lui si sente talmente a disagio che ultimamente evita di prendere la parola in classe e i risultati scolastici stanno peggiorando.<br />
Inoltre sembra che tenda ad evitare le situazioni di gioco e di scambio verbale con i compagni, forse per la paura di &#8220;esporsi&#8221; al loro giudizio o ai loro commenti.<br />
Quando incontro i genitori di Fabrizio, loro me lo descrivono come un bambino molto intelligente e sensibile, emotivo e curioso.<br />
Mi riferiscono che quando ha iniziato a balbettare loro erano molto a disagio e lo rimproveravano spesso per questa sua difficoltà, attribuendola a distrazione o a mancanza di volontà.<br />
Quando incontro seccessivamente Fabrizio mi rendo conto che il problema effettivamente è serio. Le ripetizioni sono molte e lui sembra davvero a disagio per questo problema.<br />
Consiglio ai genitori una valutazione logopedica con una collega di fiducia, che inizia una prima parte del trattamento, costruendo con il bambino una relazione di fiducia e iniziando ad insegnargli le prime tecniche per il controllo del suo eloquio.<br />
Non appena Fabrizio dimostra di essere in grado di padroneggiare queste tecniche iniziamo il lavoro psicologico vero e proprio.<br />
Nelle prime sedute dedico una parte del tempo anche io a costruire una relazione di fiducia con lui. Lo faccio attraverso il gioco e attraverso alcuni semplici e divertenti esercizi di rilassamento.<br />
Successivamente applico con lui il metodo del time out.<br />
Ciò significa che lo faccio parlare per alcuni minuti su un argomento concordato in precedenza e, quando si inceppa, distolgo l&#8217;attenzione per alcuni secondi, dandogli il gempo di corregersi applicando una tra le tecniche apprese con la collega.<br />
Ogni volta che riesce a correggersi e a ripartire correttamente applico uno smile su una tabella a più colonne e al raggiungimento di 5 smile preparo una piccola sorpresa da dargli.<br />
Contemporaneamente suggerisco ai genitori di non rimproverarlo per la sua difficoltá e insegno loro alcuni esercizi da mettere in pratica con lui a casa.<br />
Fabrizio impara nel corso di tre mesi a controllarsi di più ma non si sente ancora sicuro a scuola e lì tende ancora a &#8220;nascondersi&#8221; e a non prendere la parola.<br />
D&#8217;accordo con le maestre inizio degli esercizi di esposizione graduale.<br />
Inizialmente chiedo al bambino di immaginarsi a scuola, durante una verifica orale, mentre parla e riesce a correggersi applicando una delle tecniche che conosce.<br />
Poi facciamo delle prove nel mio studio. Mettiamo in atto un vero e proprio gioco di ruolo in cui io faccio la parte della maestra e lui deve parlare a voce alta applicando le tecniche che conosce.<br />
Poi chiedo alle maestre di farlo parlare in classe per poco tempo su argomenti che conosce bene e verso in quali si sente sicuro.<br />
In questo modo Fabrizio prende gradualmente fiducia in se stesso.<br />
Progressivamente le maestre lo fanno parlare per un tempo sempre crescente, lodandolo (a tu per tu) quando dimostra di impegnarsi ad applicare i metodi che ha imparato.<br />
Man mano Fabrizio diventa sempre più abile nel controllarsi e anche l&#8217;ansia nel comunicare con gli altri diminuisce.<br />
Ora evita sempre meno situazioni e sembra più inserito nel gruppo classe.<br />
Anche i genitori sono soddisfatti e, nell&#8217;arco di pochi mesi, il lavoro può considerarsi concluso.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://1.bp.blogspot.com/-aOwnSv7-GkA/WH3fLpF3myI/AAAAAAAAAhA/QWsCAcQ7ZZQo2Rc3O7YK2WedGQIsSjGIACPcB/s1600/IMG_2476.JPG" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" border="0" height="199" src="https://1.bp.blogspot.com/-aOwnSv7-GkA/WH3fLpF3myI/AAAAAAAAAhA/QWsCAcQ7ZZQo2Rc3O7YK2WedGQIsSjGIACPcB/s320/IMG_2476.JPG" width="320"></a></div>
<p>Quindi, cosa possono fare in prima battuta i genitori in presenza di un figlio che balbetta?</p>
<p>1) Se il bambino è molto piccolo (età prescolare) il problema tende a rsiolversi spontaneamente per cui non è opportuno darvi risalto.</p>
<p>2) Se il bambino è più grande (etá scolare) e il problema persiste da più di 8/10 mesi è opportuno chiedere una consulenza specializzata ad un logopedista o ad uno psicologo esperto nel trattamento della balbuzie.</p>
<p>3) Non sgridare il bambino per la sua difficoltà perché si potrebbe ottenere l&#8217;effetto di aumentare ansia e stress con un conseguente peggioramento del problema.</p>
<p>4) Quando si parla con il bambino rallentare la velocità dell&#8217;eloquio. Ciò significa parlare più lentamente del normale.</p>
<p>5) Guardare il bambino negli occhi mentre si parla con lui anche se incespica. Ciò gli trasmette calma e attenzione nei suoi confronti.</p>
<p>6) Lasciare che il bambino finisca di dire ciò che vuole dire, anche se fatica. Ciò gli trasmette calma e interesse.</p>
<p>7) Non parlare del suo problema davanti ad altre persone perché questo potrebbe aumentare in lui il livello di ansia e il timore di essere giudicato.</p>
<p>In sintesi abbiamo visto come il problema della balbuzie in una buona parte di casi sia risolvibile o migliorabile.<br />
Importante però è prenderlo per tempo non aspettando che, se sono già trascorsi parecchi mesi, il problema si risolva da solo.<br />
È anche importante un atteggiamento calmo e comprensivo da parte dei genitori e delle persone che sono a contatto con il bambino.</p>
<p>Fonte immagine: leonardo.it</p>
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